Gabriele Di Mario

Psicologo, Interprete LIS

“Fare del lavoro una passione è un buon modo per lavorare sempre con il buon umore.”

Il mio nome è Gabriele Di Mario, sono uno psicologo, psicoterapeuta in formazione, secondo un approccio corporeo biosistemico, ho un master in sessuologia e sono un interprete in lingua dei segni.

Sono approdato nel mondo della disabilità nel 1997 quando il mio non voler fare il militare mi ha portato a fare l’obiettore di coscienza presso l’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. Tutto mi sarei aspettato tranne che trovarmi di fronte ad un mondo che mi affascinava e nel quale mi sentivo appagato cioè quello del terzo settore.

Da quel momento è iniziata la mia esperienza oltre che con i disabili fisici si è estesa anche con i sensoriali come i sordi e con i cognitivi come gli autistici e i comportamentali.

Diversi sono i corsi di formazione che ho fatto per aumentare le mie competenze e altrettante sono state le esperienze lavorative che mi hanno portato a contatto con diversi bambini, diverse persone, diverse famiglie e molti diversi contesti sociali nei quali tutti questi individui erano inseriti.

Quello che ho potuto apprendere in tutto questo mio impegno è che nella vita, ma ancora di più nella disabilità, arriva prima la persona e poi tutte le sue risorse e tutti i suoi limiti. Guardare le persone per i limiti che presenta significa non dare a queste persone la possibilità di sperimentarsi e non dargli il suo vero riconoscimento. Troppo spesso sento dire lui è sordo, lui è autistico ecc io preferisco dire lui si chiama Marco ed è anche sordo, lui si chiama Paola ed è anche autistica; riuscire a vedere prima la persona e poi il suo limite significa vedere la persona e non la categoria nella quale è inserita, e significa rapportarsi con la persona e non con i suoi limiti.

Collaboro con l’Ente Nazionale Sordi ormai dal 2000 e la ricchezza più grande che mi ha dato questa esperienza lavorativa è che il sordo porta con se non solo una carenza sensoriale ma anche una grande cultura, una bellissima lingua visivo gestuale e una ricchezza relazionale che va veramente oltre al muovere le mani come tanti possono pensare. Ci tengo a precisare ogni volta che non si tratta di un linguaggio ma di una lingua che ha tutte le stesse regole e caratteristiche di una lingua verbale ma che a differenza viaggia su di un canale visivo che molto spesso riesce a far passare più facilmente la sua vera essenza.

La psicologia e la sessuologia sono un buon modo per entrare in relazione con l’altro, una persona che vuole condividere il suo mondo interno, che si sente di regalarmi il suo essere più profondo e che lo fa nel rispetto di se stesso, è una persona che da me merita il massimo del rispetto ed io non posso fare altro se non entrare in contatto con questo suo profondo ed aiutarlo a dare un significato alle sue conflittualità e sofferenze.

Il mio desiderio di creare un’associazione di professionisti che lavorino nella psicologia è legata al piacere di condividere la mia passione con chi vede nella psicologia un mondo fatto di pregiudizi e di paure che possono essere superate soltanto entrandoci in contatto veramente.